Il Bilancio Sociale

Benvenuto

Ogni volta che apriamo la porta di un servizio o di una sede della nostra Cooperativa, viene da chiederci perché siamo lì, perché abbiamo scelto questo lavoro.
La situazione generale non sembra volgere al meglio: le disuguaglianze tra le persone aumentano, l’accoglienza è spesso messa in discussione, nuove forme di disagio si affacciano mentre lo scenario globale e internazionale certo non fa sorridere.
Il pericolo più grande forse è proprio questo: non saper più rintracciare il senso e il valore dell’impegno sociale, oltre le difficoltà e i disincanti di ognuno.
Occorre guardare e lasciar entrare dentro di noi le storie che incontriamo: di bambini e bambine, ragazzi e ragazze, uomini e donne che ci dicono, con i fatti, che si può vivere meglio, che un passo in avanti è possibile, che ritrovare l’autonomia non è una chimera, che la rabbia può trasformarsi in affetto.
Le storie creano meravigliosi intrecci là dove, insieme, le viviamo.
Un’azione educativa non può mai essere solo di un singolo: storie diverse – di ragazzi, di adulti in difficoltà, di giovani operatori, di volontari – si legano e si fondono insieme, si intrecciano, diventando a volte indistinguibili.
Riusciamo a realizzare il nostro sogno più grande, come qualcuno ha scritto sulla lavagna posta nel centro di Bergamo?
Certo vorremmo contribuire a far diventare realtà, ad esempio, i sogni dei giovani che desiderano aprire una nuova fase della loro vita, lasciarsi alle spalle una realtà difficile, entrare nel mondo “adulto” (quando adulti, seppure fragili, lo sono già per le esperienze vissute).
In questo modo, ancorandoci all’oggi e sapendo guardare il bene che c’è, le nostre diventano radici di futuro.
Il futuro non arriva all’improvviso, si costruisce piano piano, leggendo i segni di speranza che ci sono sempre. Si costruisce con la cura autentica di chi vive di più la fragilità facendo diventare cultura le piccole domande di senso che ogni persona si porta dentro.
AEPER offre opportunità affinché la fatica di ognuno possa diventare la speranza di molti, se a vicenda ci sogniamo e concretizziamo gli strumenti per accompagnare nuovi desideri.
I ragazzi e le ragazze che vediamo oggi nelle comunità e nei servizi diurni, nelle case, nei progetti sono gli adulti e la società di domani. Vivranno la nostra terra, magari con nuovi modi per stare insieme.
È credendoci, valorizzando quelle relazioni e quei legami di cui rischiamo, a volte, di non accorgerci, che contribuiamo a costruire nuove comunità.
Così nutriamo i nostri sogni e concorriamo a realizzarli: insieme con altri, con chi nei nostri stessi territori vive e con noi condivide i valori che ci guidano.
Grazie!
Per un impegno che continua.

Raffaele Casamenti

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