PRESENTAZIONE
Una giornata di studio con esperti sul rapporto tra adolescenza e società.L’incertezza del nostro tempo e dell’adolescenza viene letta alla luce del concetto di Krisis — scelta, giudizio, passaggio— come opportunità evolutiva, per ripensare il modo di abitare il mondo, di costruire relazioni educative e di dare forma alle pratiche di cura.
LOCANDINA
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Relatori e relatrici
La fine delle certezze?
Neuropsichiatra infantile e docente di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza all’Università Milano-Bicocca. Coordina il progetto TCOM-Italia per la valutazione degli esiti nei servizi di salute mentale in età evolutiva. Si occupa di clinica, ricerca e formazione, integrando pratica e riflessione teorica sulla qualità dei sistemi di cura.
Il corpo come soglia. Nomadismi di genere in adolescenza
Medico, psichiatra e psicoanalista con funzioni di training S.P.I. e I.P.A., socio onorario A.I.P.A. Ha diretto servizi psichiatrici pubblici ed è stata professoressa di Clinica Psichiatrica all’Università Statale e alla Bicocca di Milano per circa vent’anni. Ha collaborato con l’Osservatorio Nazionale sulla Violenza Domestica dell’Università di Verona per il Veneto (2006-2016). Esperta di storia della psicoanalisi italiana, si occupa di psicologia del femminile, identità di genere e rapporti mente-corpo.
Adolescenze che cambiano: nuove domande e nuove sfide per i servizi
Neuropsichiatra infantile, dirige la Struttura Complessa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Fondazione IRCCS Ca’ Granda – Ospedale Maggiore Policlinico di Milano. Da anni impegnata in clinica, ricerca e organizzazione dei servizi per la salute mentale di bambini e adolescenti, con particolare attenzione a disturbi del neurosviluppo, difficoltà emotive e relazionali e trasformazioni dei bisogni delle nuove generazioni. Attiva a livello nazionale e internazionale nella promozione di politiche e pratiche per la tutela della salute mentale in età evolutiva.
Krísis come punto di svolta
Direttore scientifico dell’area di Neuropsichiatria dell’Adolescenza della Cooperativa Sociale AEPER di Bergamo e del Centro Geode, servizio di psicoterapia per adolescenti, dove collabora alla progettazione di servizi clinici e iniziative di divulgazione scientifica. Svolge attività clinica come psichiatra e psicoterapeuta a orientamento psicodinamico. Insegna ricerca empirica in psicoterapia alla Scuola NCNS di Milano. Fondatore e responsabile scientifico dell’Associazione Gruppo Zoe, dedicata allo studio della qualità ed efficacia delle cure psichiche.
I delicati e incerti vissuti degli adolescenti discendenti di migranti, in tensione tra molteplici appartenenze culturali e inedite sperimentazioni.
Arabista, pedagogista e docente di Pedagogia generale e sociale all’Università di Bergamo, si occupa di migrazioni transnazionali, pluralismo culturale e sperimentazioni educative in contesti plurilinguistici e multiculturali. Le sue ricerche, all’incrocio tra pedagogia, antropologia e studi sulle migrazioni, approfondiscono le relazioni tra educazione e cambiamenti socio-culturali nelle società contemporanee, con focus su Mediterraneo e Maghreb. Recentemente si è dedicata alle pratiche educative in prospettiva transculturale, esplorando il rapporto tra educazione, etnografia e linguaggi artistici.
Tra vuoto e legame. Dipendenza e appartenenza in adolescenza.
Psichiatra e psicoanalista con lunga esperienza clinica e di ricerca in salute mentale e cura delle dipendenze. Ha lavorato per molti anni nei servizi pubblici di psichiatria e nelle comunità terapeutiche, occupandosi di sofferenza psichica legata a dipendenze, disturbi dell’umore e fragilità relazionali in adolescenza e età adulta. Svolge attività di formazione e supervisione per operatori sociosanitari ed educativi. Il suo lavoro si caratterizza per l’attenzione alla dimensione relazionale e sociale della sofferenza psichica e per il dialogo tra psichiatria e psicoanalisi.
Una generazione di iniziatori?
Ivo Lizzola è stato docente universitario di Pedagogia della marginalità e della devianza. Ha disegnato negli anni, con occhi e gesti e parola di educatore, percorsi e presenze nei luoghi educativi, della giustizia e della riconciliazione, della cura, della fragilità. Svolge un’intensa attività di formazione e progettazione con insegnati, studentesse e studenti; con gli operatori del sistema della giustizia, con le realtà della messa alla prova e con gli Uffici di Giustizia riparativa.
Il diritto di stare male. Vulnerabilità, adolescenti e società della performance.
Scrittore, musicista e insegnante di filosofia e storia nella scuola secondaria. Affianca alla didattica un intenso lavoro di ricerca e narrazione su lavoro, trasformazioni sociali, migrazioni e disagio contemporaneo. Il suo lavoro di scrittura, musica e teatro si colloca al confine tra ricerca sociale, testimonianza e riflessione culturale, con attenzione alle vulnerabilità e alle forme di resistenza e dignità. Negli ultimi anni si è dedicato al mondo alla condizione adolescenziale nella società della performance, interrogando vulnerabilità e diritto di “stare male” come dimensioni da riconoscere e condividere, piuttosto che rimuovere o medicalizzare.
Dentro l’habitat digitale. AI, social e metamorfosi della relazione.
Psicologo, psicoterapeuta. Fondatore dell’Istituto di Psicosomatica Integrata, direttore e didatta della Scuola di Psicoterapia Analitica Individuale e di Gruppo – Nuova Clinica Nuovi Setting. Membro del direttivo Gruppo Infanzia, Adolescenza e Parentalità (GIAP) della Association Européenne de Psychopathologie de l’Enfant et de l’Adolescent (AEPEA). Formatore e Socio esperto dell’Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche, G.A.P. e Cyberbullismo (Di.Te).
Abstract
Nilges Francesca, educatrice, responsabile area NPI-Aeper. Presentazione area npi della cooperativa Aeper
L’intervento ripercorre la nascita e l’evoluzione dell’area di Neuropsichiatria Infantile della Cooperativa Aeper, mettendo in luce il tentativo, sviluppato nel tempo, di costruire contesti di cura capaci di rispondere alla complessità del disagio adolescenziale. L’esperienza racconta il passaggio da interventi educativi isolati a una rete integrata di servizi terapeutici, territoriali e comunitari, pensati come snodi di percorsi di cura condivisi tra professionisti, famiglie e istituzioni.
A partire dall’incontro quotidiano con gli adolescenti e con le loro fragilità, l’intervento propone una riflessione sul significato della crisi come passaggio evolutivo e sulla necessità di costruire servizi flessibili, capaci di trasformarsi insieme ai cambiamenti delle nuove generazioni. Le comunità, i centri diurni e gli spazi territoriali vengono presentati come luoghi di cura e, al tempo stesso, come micro-contesti di convivenza, inclusione e apprendimento sociale.
La sofferenza degli adolescenti emerge così come uno specchio sensibile delle trasformazioni culturali e sociali del presente, sollecitando una responsabilità condivisa tra servizi, istituzioni e comunità nel costruire risposte capaci di accogliere la fragilità e di accompagnare i processi di crescita.
Alessandro Ferrari, psichiatra psicoterapeuta responsabile scientifico area NPI – Aeper. Krisis
L’intervento propone una riflessione sul concetto di crisi come chiave di lettura dell’adolescenza e della contemporaneità. Ripercorrendo il lavoro dei Cantieri Educativi degli ultimi anni – dall’incertezza al mutamento, dalla fluidità al conflitto – la crisi viene assunta non solo come evento negativo, ma come momento di discernimento, trasformazione e possibilità.
Attraverso un percorso storico e teorico che attraversa filosofia, medicina e psicologia, la crisi viene riletta come passaggio necessario nei processi evolutivi individuali e collettivi. In questa prospettiva, l’adolescenza appare come luogo privilegiato per interrogare il presente: uno spazio di soglia in cui identità, legami e visioni del futuro sono messi alla prova.
Pensare la crisi attraverso l’adolescenza significa allora riconoscerne il potenziale generativo e interrogarsi su come i servizi, le istituzioni e la società possano accompagnare queste trasformazioni, sostenendo nuove forme di comprensione e di responsabilità condivisa.
Antonella Costantino, neuropsichiatra, direttore della Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza Policlinico di Milano. Adolescenze che cambiano. Nuove domande e nuove sfide per i servizi.
Marco Rovelli, docente di Storia e filosofia nella scuola secondaria, scrittore e musicista – Il diritto di stare male. Vulnerabilità, adolescenti e società della performance
Il fallimento è l’incubo delle generazioni cresciuta nella società performativa degli individui. Una società che mette l’Io al centro, dove ogni Io è chiamato incessantemente a essere all’altezza di standard, giudizi, immagini, di ingiunzioni prestazionali che ti si impongono in ogni ambito della vita. La fragilità dei giovani, e il disagio sempre più diffuso, è legato a questo fattore. Si vive nel terrore dell’errore che dimostra che non sei all’altezza, che non sei capace, che non sei.
Partendo dal libro Non siamo capolavori. Il disagio e il dissenso degli adolescenti proveremo a parlare insieme ai ragazzi e alle ragazze delle loro paure, delle loro attese, delle loro fragilità, delle loro vulnerabilità, della loro forza – di tutte quelle cose che gli adulti, troppo spesso, non capiscono – per provare ad articolare parole
nuove.
Se la vulnerabilità viene “privatizzata”, irrigidita in diagnosi individuali, diventa un altro fattore di isolamento; se, invece, viene condivisa, genera incontro, produce nuove trame relazionali e apre spazi trasformativi.
L’intervento propone di considerare questa tensione non come segno di cedimento, ma come possibilità generativa per gli adolescenti e per le istituzioni che li accompagnano.
Stefano Benzoni, Neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta, docente UniMI – La fine delle certezze?
La sofferenza neuropsichica in adolescenza ha la forma di una particolare “crisi” che a sua volta sfida, o mette in crisi, il sistema di cura su molti fronti diversi. Essa, infatti, rivela in modo chiaro la crisi dei sistemi diagnostici categoriali, sempre più inadeguati a descrivere la sofferenza delle nuove generazioni. Inoltre, mette a nudo la crisi della nozione di funzionamento, che sta al cuore di ogni prospettiva psicopatologica. E infine mette in crisi le pratiche di cura nei servizi, toccando al cuore un tema concreto e molto spinoso: su quali fronti dovremmo attivarci? In che modo rispondere tempestivamente ai crescenti bisogni di figli e famiglie, senza incorrere nel rischio di una sanitarizzazione indistinta o di una banalizzazione imprudente dei fenomeni di salute e sofferenza?
Paola Gandolfi, arabista e docente di pedagogia delle migrazioni transnazionali presso UNIBG I delicati e incerti vissuti degli adolescenti discendenti di migranti, in tensione tra molteplici appartenenze culturali e inedite sperimentazioni
Gli adolescenti discendenti di migranti sono protagonisti di complessi e delicati processi di negoziazione e rinegoziazione tra le loro molteplici appartenenze che vanno a tracciare un vissuto “in -between “, tra il contesto culturale che abitano a scuola e nella società e il contesto culturale d’origine dei loro genitori. Talora non ci si sente pienamente parte né dell’uno né dell’altro contesto e si può vivere una condizione di tensione, spaesamento, smarrimento, a volte persino una lacerazione. Il rischio è anche che alcuni possano vivere la lingua o la cultura o la religione dei propri genitori come “sbagliata” o “inadeguata”. Il tentativo più ricorrente per molti è di provare a “far stare insieme” i valori, le norme, i codici del contesto culturale della famiglia e quelli del contesto italiano in cui vivono e di cui si sentono parte. Lo fanno con difficoltà e con incertezza, eppure al contempo spesso li osserviamo farlo con originalità e capacità inventiva. Mettendo in atto processi di creolizzazione tra le loro diverse appartenenze dagli esiti spesso inediti. Da parte dei contesti educativi e da parte delle famiglie il difficile compito sta nell’accompagnarli, col desiderio che la complessità di queste dinamiche non innesti ulteriori crisi oltre a quelle che già un/a giovane vive nella fragile fase della vita che è l’adolescenza. E nella consapevolezza che è nella “poetica delle relazioni” che si gioca la direzione verso cui si orienterà la crisi. Ancor più in un’epoca come la nostra, di catastrofi e crisi, in cui l’urgenza non è trovare le conseguenze logiche del declino ma le risorse inattese di tale declino, c’è bisogno che i vissuti di educatori e genitori osino dialogare, con coraggio e con esigenza, coi vissuti di questi adolescenti intrisi di tutta la loro fragilità e insieme delle loro capacità di sperimentare l’inedito.
Riccardo Marco Scognamiglio, psicoterapeuta, direttore Scuola di Psicoterapia Analitica Individuale e di Gruppo – Nuova Clinica Nuovi Setting – Dentro l’habitat digitale. AI, social e metamorfosi della relazione.
In Australia hanno di recente vietato i social al di sotto dei 16 anni. Un documento dell’American Psychological Association (2025) ci mette in allerta rispetto ai danni dell’utilizzo di AI usata come alter ego, o addirittura come counselor psicologico. In queste linee guida si dichiara come l’AI non nasca per ascoltare davvero, ma per compiacere e dare risposte basate su dati, anziché su scambi relazionali ed emotivi.
Perché siamo arrivati a questi segnali d’allarme? Il digitale ci è sfuggito di mano?
Dovremmo ricominciare a leggere questi fatti a partire dalla trasformazione epocale dovuta alla digitalizzazione di massa, nella quale siamo ormai da tempo tutti immersi, adolescenti e non. È necessario, dunque, andare oltre la domanda “Che fare?”, per porci nella dimensione riflessiva del “Cosa siamo diventati? Cosa l’habitat ci ha fatto essere?”.
Rita Corsa, psichiatra e psicoanalista, membro ordinario con funzioni di training SPI e IPA, membro onorario AIPA. – Il corpo come soglia. Nomadismi di genere in adolescenza.
Il mio contributo intende offrire qualche riflessione sulla problematica teorica e clinica del transito di genere, particolarmente complessa in età adolescenziale. Un argomento che risente dell’influenza pervasiva delle trasformazioni culturali, sociali, artistiche, politiche e biomediche della corporeità contemporanea. La sessualità va oggi inserita in una cornice ben più ampia e articolata rispetto al tradizionale modello bimodale, su cui si sono basate le classiche concettualizzazioni freudiane. Lo psicoanalista e, in generale, lo psichiatra e lo psicoterapeuta, messi alla prova dalle sfide del presente, devono essere in grado di abbandonare le “certezze” cliniche e di tecnica sinora considerate “inalienabili” e aprirsi alle incognite identitarie portate da ogni singolo soggetto. Nell’epoca attuale, che mi piace definire post-narcisistica, la materia del rimodellamento fluido del genere permette inoltre di avviare la discussione sulla delicata tematica dell’espansione vertiginosa di τέχνη, della tecnologia, capace di forgiare nuovi corpi, nuove sessualità e nuove soggettività, schiudendo lo sguardo a orizzonti mai esplorati.
Pier Roberto Goisis, psichiatra e psicoanalista – Tra vuoto e legame. Dipendenza e appartenenza in adolescenza.
Parlare di crisi vuol dire parlare di adolescenza. Ma vuol dire anche parlare di chi si occupa a vari livelli degli adolescenti. Se non guardiamo in primo luogo a noi adulti, diventa difficile osservare lucidamente le ragazze e i ragazzi che si agitano o si spengono intorno a noi. Il delicato equilibrio tra tenuta e libertà non deve lasciare uno spazio all’assenza. In questo senso una delle più grosse sfide degli adolescenti è quella di capire come gestire i bisogni di dipendenza e quelli di sicurezza che si realizzano attraverso l’esperienza di far parte di qualcosa e di contare per qualcuno. Per gli adulti il punto fondamentale è cercare sempre di guardarli e pensarli per quello che davvero sono. E magari imparare qualcosa.
Quasi un mondo possibile si gioca nelle storie di tante adolescenze, di tanti passaggi difficili e spezzati verso la vita giovane ed adulta. È una sfida delicata e vitale, e certo irrinunciabile per tenere aperto il futuro, e ricucire, insieme anche il ritmo della vita di generazione in generazione.
Questi ultimi anni, con le dilatazioni e le recrudescenze di guerra e violenza, hanno sospeso e tengono sospese le storie personali tra bisogno di alimentare la speranza e paura di cedimento alla barbarie.
Eppure il nascente germina e trova spazi, resiste e prende forme magari torte e contorte nelle ombre e nei margini, nelle fratture e nelle spaccature della vita, delle vite: sono come oasi, anticipazioni quelle che si creano nelle persone, tra le relazioni, anche oltre i muri, e dentro i conflitti. Cercando respiro dentro i cuori e
le menti, nei mondi chiusi.
Per vivere facendo esperienza occorre, già sottolineavamo, “salvare l’adolescenza”, “salvare la sua potenza individualizzatrice e creatrice. È salvare la ribellione della gioventù.
Non bisogna rubare ai giovanissimi l’incontro con le diversità adulte. Neppure la prova del confronto con i tempi già vissuti. È un confronto prezioso tanto quanto la prova dell’“urto” con il tempo presente, tempo doloroso e bellissimo, con contemporaneità plurali. L’incontro di corpi e di vite che vengono da tempi diversi crea una soglia preziosa sulla quale l’essere contemporanei è scoperta della preziosa riserva di ‘inattualità’ cui il presente (con i suoi futuri e le sue memorie) ci chiama.
È preziosa la cura di gesti simbolici per le adolescenti e gli adolescenti, loro trovano in questi l’“efficacia” di una loro presenza nel tempo.
Per il parcheggio
Come raggiungere ChorusLife: dall’uscita del Rondò delle Valli prendere Via Paolo Borsellino. Alla rotonda di ChorusLife in corrispondenza dell’indirizzo Via Carlo Serassi 26 si trova il parcheggio centrale.
PARKING CHORUSLIFE SHOPPING DISTRICT (900 posti auto)
Per raggiungere l’hotel dal parcheggio centrale:
Dirigersi verso la SEZIONE A (qui rimangono i posti auto più vicini e le casse per i pagamenti) e seguire l’indicazione INGRESSO A1, prendere quindi l’ascensore/le scale mobili fino al piano 0.
Una volta usciti dal vano ascensori / scale mobili affacciarsi alla piazza e proseguire a destra verso l’ascensore panoramico. Una volta raggiunto si vedrà l’insegna “Radisson Blu” sopra le scale.
Scendere la scalinata.
Tariffe:
- € 1,80/ora per le prime 3 ore (usufruendo dei servizi di ChorusLife, le prime 2 ore sono gratuite. È possibile validare il ticket presso il Lounge Bar)
- € 2,50/ora a partire dalla quarta ora
- € 30 tariffa giornaliera (24h)
E’ possibile usufruire di uno sconto dedicato: leggi qui come ottenerlo.

Per la pausa pranzo
Vi raccomandiamo di essere puntuali alla ripresa della giornata di studio alle 14,30!
Qui il dettaglio dei ristoranti presenti dentro Chorus Life.
Nei dintorni:
Osteria La Malga – Via Bianzana
Esselunga – Via Corridoni – BAR ATLANTIC
Bar e locali di Via Corridoni: diverse opzioni per pranzi veloci e informali lungo la via Corridoni



